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Progetto "esperant": sono qui (era: ci sei?).   Lista de mensajes  
Responder | Reenviar Mensaje #697 de 2400 |

       Saluti, Eugenio.

       Sono qui.

       Non mi sono problemi.

       Rinvio copie del mio responso a varie liste di interlinguistica. La lista "Romanica libre" (http://es.groups.yahoo.com/group/romanicalibre/) è probabilmente la più accurata per il tuo progetto, perchè questa lista è specialmente dedicata alle investigazioni e reforme sull'interlingua. Aggiungo al tuo messaggio originale il tuo allegato, ma come testo incollato (multe liste non permettono l'allegati).

       Ho imparato l'italiano nella Spagna, perchè sono traduttore professionista e perchè, come filosofo e linguista, preferisco il contatto diretto colla cultura italiana, piuttosto che per traduzioni o per l'intermezzo de l'inglese. Traduttore, traditore!

       Ecco il mio responso.

 

       Il grande problema col tuo progetto è la difficoltà di uso attivo. Per esempio, nel tuo sistema il suono "kappa" può essere rappresentato da "c", "k", "qu" o "x", come in portoghese od in italiano. Dunque, le forme "quatre, kuatre, cuatre" sono valide... in principio, perchè solo la forma "quatre" ha l'ortografia corretta. Foneticamente, la differenza fra "lh", "zh" e "j" nel tuo sistema non è grande ni facilmente udibile. E, come probabilmente la forma "quatre" è monosillaba per te, dunque le forme ortografiche "quatre, qwatre, kuatre, kwatre, cuatre, cwatre" hanno la stessa pronunciazione. O "sikse, sicse, sixe", ma solamente "sixe" è la forma corretta.

       Così, l'uso attivo di l'esperant per un parlante di russo, di swahili o di tedesco non risulta facile. L'uso passivo di testi letti è un'altra cosa, naturalmente molto più facile. Ma per superare l'ido, l'esperanto e l'interlingua questo non c'è di abbastanza.

       Le mie suggestioni per l'esperant: ortografia completamente fonetica, senza digrafi (x), difoni (ch, sh, qu, eccetera) nè lettere duplici (ll, ss, eccetera). Fonetica facile, senza suoni troppo rassomiglianti mutuamente (lh-zh-j, ch-ts, eccetera), e senza due consonanti nello fine della parola (nunk, evident, eccetera).

       Morfologicamente, la declinazione non è più commendevole; l'esperienza in l'esperanto è mala e le lingue non a caso evitano la declinazione sempre più. Invece la desinenza -n propongo una preposizione specifica, solamente per indicare l'accusativo, come "pe" (dal romeno).

       Un nome più facilmente pronunciabile per il tuo progetto sarebbe "espidingua" (contrazione fra "esperanto", "ido" ed "interlingua").

       L'altre tratti della tua proposta non presentano problemi, nella mia opinione.

       Ed una domanda sulla lingua italiana: si dice "ti mando" con "i" en "ti", ma "te la mando" con "e" in "te"? Tante grazie.

       Alla prossima, Alessandro.

 

        ----- Messaggio originale -----

  

       ma fa piacere sapere che sei interessato alla mia lingua ausiliaria (te la mando come allegato). Quello che ti mando, però, non è una grammatica completa ma 

 una bozza. Vorrei completarla ma sono così scoraggiato!!! Nessuna lingua artificiale ha avuto successo?.perché la mia lingua dovrebbe avere più fortuna? Ad ogni modo sull'allegato che ti mando c'è l' Esperant, fammi sapere cosa ne pensi? ogni critica, purchè costruttiva, è la benvoluta. 

       Alla prossima  

       Eugenio 

       PS: si dice "non riuscirò" con l'accento sulla "o" e comunque complimenti per il tuo italiano! dove l'hai imparato?

 

       ci sei?

       beh!? che è successo ?!? dopo che ti ho mandato il mio progetto di lingua ausiliaria non ti sei fatto più sentire...ci sono problemi?

       eugenio

 

 

       PROGETTO ESPERANT

 

       Perché un'altra lingua artificiale? Non ce ne sono già abbastanza? Non sono sufficienti Esperanto, Ido ed Interlingua, tanto per citare i progetti che hanno avuto più successo? Sì, effettivamente è proprio così. 

        Tenendo poi in considerazione che al momento viviamo tra un Paese, nelle Americhe, che fa praticamente quello che vuole e un' Unione di Stati, nel vecchio continente, i cui membri non riescono nemmeno ad avere una politica estera comune, non è difficile prevedere quale sarà la lingua internazionale per i prossimi 200 anni!

      Ciononostante ecco a Voi l'Esperant il cui nome non a caso ricorda la lingua ideata da Zahmenhof : questo progetto, infatti è a Lui dedicato in quanto ne condivido il pensiero, benché, allo stesso tempo apprezzi i contributi apportati anche da altre lingue artificiali, in particolare l'Ido e l'Interlingua. 

        Per quanto riguarda il vocabolario dell'Esperant, esso è stato preso a prestito da queste 3 lingue con i dovuti adattamenti, in modo da avere più sinonimi per un'unica parola (un po' come in inglese incredible unbelieveble che significano esattamente la stessa cosa ma che hanno derivazioni diverse). 

  

 

 

 

L'ALFABETO E LA PRONUNCIA 

 Questa lingua usa le stesse lettere dell'alfabeto latino ovvero:

Lettera

Nome

Suono

A, a

A

come in Italiano

B, b

Be

 "          "         "

C, c

Ce

"c" dolce come in "cena  

 (è sempre seguita  

 dalla lettera "h")

D, d

De

come in Italiano

E, e

E

 "          "         "

F, f

Ef

 "          "         "

G, g

Ge

"g" dura 

 come in "gatto"

H, h

He

acca aspirata 

  come in "hobby"

I, i

I

come in Italiano

J, j

Je

"g" dolce  

 come in "gelato"

K ,k

Ke

"c" dura  

 come in "corda"

L, l

El

come in Italiano

M, m

Em

 "       "         "

N, n

En

 "          "         "

O, o

O

 "          "         "

P, p

Pe

 "          "         "

Q, q

Qu

come in Italiano 

 (è sempre seguita  

 dalla lettera "u")

R, r

Er

 "          "         "

S, s

Es

"s" sorda 

 come in "suono"

T, t

Te

come in Italiano

U, u

U

 "          "         "

V, v

Ve

 "          "         "

W, w

Doppli U

"u" semiconsonante 

 come in "west"

X, x

ex

come in "extra"

Y, y

Ye

"i" semiconsonante 

 come in "yes"

Z, z

Ze

"s" sonora 

 come in "rosa"

Alcuni suoni vengono in Esperant rappresentati da digrammi e cioè:

ch    per la "c" dolce di "cena":

lh    per la "gl" di "aglio";

nh    per la "gn" di "ragno";

sh    per la "s" dolce di "scelta";

zh    per la "g" dolce sonora come nel francese "jardin";

ts    per la "z" sonora di "zar";

dz    per la "sorda" di "zolla".

 

I SOSTANTIVI 

 Di regola tutti i sostantivi vengono considerati neutri e quindi terminanti in "e" ad eccezione di quelli che si riferiscono ad esseri viventi maschili e femminili. 

 Nell'Esperant, dunque, se un nome è neutro termina in "e", se è femminile in "a" , se è maschile in "o". 

 Molti sostantivi presi a prestito da altre lingue vive, diffusi e riconoscibili a livello internazionale, terminano con consonante o con vocale diversa dalle "e" senza che necessariamente "a" e "o"  indichino il sesso degli esseri viventi. 

 Ecco che in Esperant i sostantivi possono terminare sia per vocale che per consonante. 

 Qualche problema lo può creare la lettera "i" che viene usata per gli aggettivi.

L'ACCUSATIVO 

 Nell'accusativo verrà aggiunta al nome "en" o "n" a seconda che il sostantivo termini con una consonante o con una vocale.

IL PLURALE  

 il plurale si forma in modo analogo, aggiungendo una "es" o "s" a seconda che il sostantivo a cui si riferisce termini per consonante o per vocale.

 

L'ARTICOLO DETERMINATIVO 

 L'articolo determinativo di base è "le", (troncato in "  l'  " davanti a nomi che iniziano per vocale) che non  necessita concordanza né per genere e né per numero.  

 Per una maggiore eufonia sono previste anche le forme "la" e "lo" rispettivamente per i sostantivi femminile e maschili. 

 Oltre a ciò viene data anche la possibilità di concordare, oltre che per genere, anche per numero, servendosi delle forme "les" ,  "las", "los".

 

Benché l'articolo "le" sia sempre corretto, in Esperant abbiamo a disposizione i seguenti articoli determinativi:

  

singolare

plurale

femminile

la

las

maschile

lo

los

neutro

le

les

 

 

L'ARTICOLO INDETERMINATIVO 

 L'articolo indeterminativo di base è "un"identico al numerale "un" = 1. In modo simile all'articolo determinativo sono previste le varianti "una" per i sostantivi femminili e/o terminanti in "a"  e "uno" per i sostantivi maschili e/o terminanti in "o".

 

L'AGGETTIVO 

 Gli aggettivi possono terminare con "i" , oppure per consonante se dal contesto è evidente che abbiamo a che fare con un' aggettivo. 

 In caso di dubbio, si usa la desinenza "i".

 

GLI AGGETTIVI POSSESSIVI

Alternativa 1

Alternativa 2

mei / mi 

mie

Tei/ Ti

Tue

ellei / li

sue

nesi / nis

nostre

vesi / vis

vostre 

elleis / lis 

lore

 

I GRADI DELL'AGGETTIVO

Comparativo di uguaglianza

tanto + agg. + komo 

 oppure 

 tam + agg. + kam 

 oppure 

 tiel + agg. + kiel 

Comparativo di maggioranza

plus + agg. + de 

 plu + agg. + de

Comparativo di minoranza

minus + agg. + de 

 oppure 

 min + agg. + de

Superlativo di maggioranza

le plus + agg. + de 

 le maxim + agg. + de

Superlativo di minoranza

le minus + agg. + de 

 oppure 

 le minim + agg. + de 

Superlativo  assoluto 

agg + issimi

 

I PRONOMI

 

I pronomi personali soggetto 

 Le forme base sono: me , Te, elle, nes, ves, elles. 

 Poiché in questa lingua la desinenza "e" individua, in generale i sostantivi neutri, i pronomi personali termineranno in "e" per la 1^, 2^ e 3^ persona singolare mentre termineranno in "es" per la 1^, la 2^ e la 3^ persona plurale.  

 Viene anche data la possibilità di sottolineare il sesso del soggetto della frase sostituendo la "e" con una "a" per le donne e una "o" per gli uomini. 

 Per quanto riguarda la terza persona, se ci si riferisce ad oggetti inanimati o il soggetto è impersonale, si userà "el" e per il plurale "els". 

 Per le persone di sesso maschile si userà "ello" e "ellos", per le persone di sesso femminile si userà invece "ella" ed "ellas"

 

  

Neutro

Maschile

femminile

1^ persona singolare

me

mo

ma

2^ persona singolare

Te

To

Ta

3^ persona singolare

elle

ello

ella

1^ persona plurale

nes

nos 

nas 

2^ persona plurale 

ves 

vos 

vas 

3^ persona plurale 

 elles  

 ellos  

 ellas 

forma impersonale

on

-

-

 

I pronomi personali oggetto 

 Queste forme si ottengono a partire dai pronomi personali soggetto aggiungendovi "n" alla 1^, 2^ e 3^ persona singolare e "en" alla 1^, alla 2^ e alla 3^ persona plurale. Avremo quindi:

  

Neutro

Maschile

Femminile

1^ persona singolare

men 

mon 

man 

2^ persona singolare

Ten

Ton

Tan

3^ persona singolare

ellen 

ellon 

ellan 

1^ persona plurale

nesen

nosen

nasen

2^ persona plurale

vesen

vosen

vasen

3^ persona plurale

 ellesen 

 ellosen

 ellasen 

forma impersonale

onen

-

-

 

 

Un approfondimento merita la seconda persona singolare ovvero  ( "Te" ) che traduce anche la forma di cortesia. A tal riguardo vien spontaneo chiedersi perché non utilizzare, come forma di cortesi, la seconda persona plurale (il Voi) finendo, magari, come gli inglesi che hanno addirittura sostituito la seconda persona singolare ( "Thou" ) con la seconda la seconda persona plurale ("You") a tal punto che "Thou" è usato solo nell'inglese antico ( quello dei tempi di Skakespear, per intenderci ).

Beh...in molte lingue esiste la forma di cortesia che di regola va usata quando si vuole essere formali, con coloro con cui non si è molto in confidenza ma anche con chi è più anziano di noi come segno di reverenza.  

 Quest'uso però ha il suo rovescio della medaglia in quanto si sottolinea, di fatto, che l'interlocutore non è più giovane.

Perché dunque non dimostrare il proprio rispetto rivolgendosi con un semplice "Signor Rossi" e "Signora Bianchi".

Nella nostra società, poi si fa di tutto per sentirsi eternamente giovani, a volte con risvolti un po' ridicoli se non patetici. Ecco dunque che in questa nuova lingua se da una parte ci si può dare del "Te" (scritto sempre con la T maiuscola in segno di rispetto ) con chiunque, dall'altra si stabilisce un momento preciso in cui far iniziare l'età adulta ( dal punto di vista linguistico) abbandonando appellativi quali ragazza e ragazzo con la maggiore età (18 anni nella maggior parte dei casi). 

I pronomi possessivi

Alternativa 1

Alternativa 2

le mei

le mie 

le Tei 

le Tue 

le ellei 

le sue

le nesi

le nostre

le vesi

le vostre 

le elleis 

le lore

 

 

I pronomi dimostrativi 

 Due sono i pronomi dimostrativi di base che non necessito di essere concordati per genere ma solo per numero: 

 iste ( questo/a ) e ille (quello/a). Poiché il plurale si forma aggiungendo "s", avremo perciò anche istes (questi/e) e illes (quei / quelle).

Anche come per l'articolo determinati e indeterminativo viene data la possibilità di concordare anche per genere ottenendo quindi:

  

singolare

plurale

Neutro

iste 

istes

Femminile

ista = questa

istas =queste

Maschile

isto = questo

istos = questi

 

 

singolare

plurale

Neutro

ille 

illes  

Femminile 

illa = quella

illas = quelle

Maschile

illo = quello 

illos = quei 

 

GLI AGGETTIVI NUMERALI 

Gli aggettivi numerali cardinali

0

zero

1

un

2

due

3

tre

4

quatre

chinque

sixe

septe

8

okte

9

nove

10

deche

11

dech-un

12

dech-due

13

dech-tre

14

dech-quatre

15 

dech-chinque / dechinque

16 

dech-sixe / dechixe

17 

dech-septe / dechepte

18

dech-okte

19

dech-nove / dechove

20

vinte

21 

vint-un

22 

vint-due / vindue

23 

vint-tre

24 

vint-quatre

25 

vint-chinque

26 

vint-sixe / vintixe

27 

vint-septe / vintepte

28 

vint-okte

29 

vint-nove

30 

trente

40 

quarante

50 

chinquante

60 

sixante

70 

septante

80 

oktante

90 

novante

100 

chente

200 

due chentes

300 

tre chentes

1.000 

mille

2.000 

due milles

10.000 

dech-milles

100.000 

chent-milles

1.000.000 

un millione / millione

10.000.000 

dech milliones

100.000.000 

chent milliones

1.000.000.000 

un miliardes

10.000.000.000 

dech miliardes

100.000.000.000 

chent miliardes

1.000.000.000.000 

mill miliardes

Altri esempi di numeri cardinali: 

 7.342 septee milles tre chentes quarante-due 

 10.887.54.321: deche milliardes okte chentes oktanta-septe milliones septe chentes chinquante-quatre milles tre chentos vint-un 

Gli aggettivi numerali ordinali 

 I corrispondenti aggetti numerali si ottengono aggiungendo il suffisso "zimi". 

 I primi tre numeri però hanno anche la forma irregolare, per cui avremo:

ordinali

cardinali

1

unezimi oppure primi

2

duezimi oppure sekundi

3

trezimi oppure tertsi

 

Usando i numeri arabi, i numerali si trascrivono come segue: 

 1i 

 2i 

 3i 

 4i 

 5i  ecc...

GLI AVVERBI 

 Gli avverbi principali sono voci fisse, non hanno delle desinenze che le contraddistinguono e sono presi a prestito dall'Interlingua, come gran parte del vocabolario dell'Esperant. 

 Avremo quindi: 

 nunk = ora; 

 minus = meno; 

 plus = più; 

 hik = qui; 

 ibi = lì; 

 aliquanto o (alikuanto) = alquanto; 

 semper = sempre; 

 ecc..

Per ottenere un avverbio da un aggettivo sono previsti due modi: 

 - nel primo ci si serve delle desinenze "emente" ; 

 - nel secondo caso si aggiunge alla radice il suffisso "li".

ES.

 

da "evident" avremo "evidentemente" ed "evidentli";

da "klar" avremo "klaremente" e "klarli";

da "fotografik" avremo "fotografikemente" e "fotografikli"

da "vorach" avremo "vorachli" e "vorachemente".

 

I VERBI 

 In Esperant, ci sono due modi per costruire i vari tempi verbali: il primo si rifà all'Esperanto e all'IDO, il secondo invece prende spunto dall'Interlingua.

 

I modo

 

Infinito

Indicativo

Participio 

  attivo

Participio 

 passivo

presente

tema + "ar"

tema + "as"

tema + "ant"

tema + "at"

passato

tema + "ir"

tema + "is"

tema + "int"

tema + "it"

futuro

tema + "or"

tema + "os"

tema + "ont"

tema + " ot"

 

Imperativo = tema + "a"

 

Presente progressiva = essas + skribant;

Passato progressivo = essis + skribant;

Futuro progressivo = essos + skribant;

 

Condizionale = tema + "us"

 

 

 

II modo

Infinito = tema + "ar";

 

Imperativo = tema + "a";

Imperativo negativo  

 1°modo = non + tema+”a” (se ci si rivolge a una o più persone specifiche)  

 2°modo = non + tema +”ar” (se non ci si rivolge a una o più persone in particolare)

 

Participio presente [attivo] = tema + "ant";

Participio passato [passivo] = tema + "it";

 

 



Mar, 1 de Jun, 2004 3:24 pm

pracrito
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       Saluti, Eugenio.        Sono qui.        Non mi sono problemi.        Rinvio copie del mio responso a varie liste di interlinguistica....
pracrito
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1 de Jun, 2004
3:25 pm
Avanzado

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