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Progetto "esperant": sono qui (era: ci sei?).

(697)
  • pracrito
    1 jun 2004 Expandir mensajes
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             Saluti, Eugenio.

             Sono qui.

             Non mi sono problemi.

             Rinvio copie del mio responso a varie liste di interlinguistica. La lista "Romanica libre" (http://es.groups.yahoo.com/group/romanicalibre/) è probabilmente la più accurata per il tuo progetto, perchè questa lista è specialmente dedicata alle investigazioni e reforme sull'interlingua. Aggiungo al tuo messaggio originale il tuo allegato, ma come testo incollato (multe liste non permettono l'allegati).

             Ho imparato l'italiano nella Spagna, perchè sono traduttore professionista e perchè, come filosofo e linguista, preferisco il contatto diretto colla cultura italiana, piuttosto che per traduzioni o per l'intermezzo de l'inglese. Traduttore, traditore!

             Ecco il mio responso.

       

             Il grande problema col tuo progetto è la difficoltà di uso attivo. Per esempio, nel tuo sistema il suono "kappa" può essere rappresentato da "c", "k", "qu" o "x", come in portoghese od in italiano. Dunque, le forme "quatre, kuatre, cuatre" sono valide... in principio, perchè solo la forma "quatre" ha l'ortografia corretta. Foneticamente, la differenza fra "lh", "zh" e "j" nel tuo sistema non è grande ni facilmente udibile. E, come probabilmente la forma "quatre" è monosillaba per te, dunque le forme ortografiche "quatre, qwatre, kuatre, kwatre, cuatre, cwatre" hanno la stessa pronunciazione. O "sikse, sicse, sixe", ma solamente "sixe" è la forma corretta.

             Così, l'uso attivo di l'esperant per un parlante di russo, di swahili o di tedesco non risulta facile. L'uso passivo di testi letti è un'altra cosa, naturalmente molto più facile. Ma per superare l'ido, l'esperanto e l'interlingua questo non c'è di abbastanza.

             Le mie suggestioni per l'esperant: ortografia completamente fonetica, senza digrafi (x), difoni (ch, sh, qu, eccetera) nè lettere duplici (ll, ss, eccetera). Fonetica facile, senza suoni troppo rassomiglianti mutuamente (lh-zh-j, ch-ts, eccetera), e senza due consonanti nello fine della parola (nunk, evident, eccetera).

             Morfologicamente, la declinazione non è più commendevole; l'esperienza in l'esperanto è mala e le lingue non a caso evitano la declinazione sempre più. Invece la desinenza -n propongo una preposizione specifica, solamente per indicare l'accusativo, come "pe" (dal romeno).

             Un nome più facilmente pronunciabile per il tuo progetto sarebbe "espidingua" (contrazione fra "esperanto", "ido" ed "interlingua").

             L'altre tratti della tua proposta non presentano problemi, nella mia opinione.

             Ed una domanda sulla lingua italiana: si dice "ti mando" con "i" en "ti", ma "te la mando" con "e" in "te"? Tante grazie.

             Alla prossima, Alessandro.

       

              ----- Messaggio originale -----

        

             ma fa piacere sapere che sei interessato alla mia lingua ausiliaria (te la mando come allegato). Quello che ti mando, però, non è una grammatica completa ma 

       una bozza. Vorrei completarla ma sono così scoraggiato!!! Nessuna lingua artificiale ha avuto successo?.perché la mia lingua dovrebbe avere più fortuna? Ad ogni modo sull'allegato che ti mando c'è l' Esperant, fammi sapere cosa ne pensi? ogni critica, purchè costruttiva, è la benvoluta. 

             Alla prossima  

             Eugenio 

             PS: si dice "non riuscirò" con l'accento sulla "o" e comunque complimenti per il tuo italiano! dove l'hai imparato?

       

             ci sei?

             beh!? che è successo ?!? dopo che ti ho mandato il mio progetto di lingua ausiliaria non ti sei fatto più sentire...ci sono problemi?

             eugenio

       

       

             PROGETTO ESPERANT

       

             Perché un'altra lingua artificiale? Non ce ne sono già abbastanza? Non sono sufficienti Esperanto, Ido ed Interlingua, tanto per citare i progetti che hanno avuto più successo? Sì, effettivamente è proprio così. 

              Tenendo poi in considerazione che al momento viviamo tra un Paese, nelle Americhe, che fa praticamente quello che vuole e un' Unione di Stati, nel vecchio continente, i cui membri non riescono nemmeno ad avere una politica estera comune, non è difficile prevedere quale sarà la lingua internazionale per i prossimi 200 anni!

            Ciononostante ecco a Voi l'Esperant il cui nome non a caso ricorda la lingua ideata da Zahmenhof : questo progetto, infatti è a Lui dedicato in quanto ne condivido il pensiero, benché, allo stesso tempo apprezzi i contributi apportati anche da altre lingue artificiali, in particolare l'Ido e l'Interlingua. 

              Per quanto riguarda il vocabolario dell'Esperant, esso è stato preso a prestito da queste 3 lingue con i dovuti adattamenti, in modo da avere più sinonimi per un'unica parola (un po' come in inglese incredible unbelieveble che significano esattamente la stessa cosa ma che hanno derivazioni diverse). 

        

       

       

       

      L'ALFABETO E LA PRONUNCIA 

       Questa lingua usa le stesse lettere dell'alfabeto latino ovvero:

      Lettera

      Nome

      Suono

      A, a

      A

      come in Italiano

      B, b

      Be

       "          "         "

      C, c

      Ce

      "c" dolce come in "cena  

       (è sempre seguita  

       dalla lettera "h")

      D, d

      De

      come in Italiano

      E, e

      E

       "          "         "

      F, f

      Ef

       "          "         "

      G, g

      Ge

      "g" dura 

       come in "gatto"

      H, h

      He

      acca aspirata 

        come in "hobby"

      I, i

      I

      come in Italiano

      J, j

      Je

      "g" dolce  

       come in "gelato"

      K ,k

      Ke

      "c" dura  

       come in "corda"

      L, l

      El

      come in Italiano

      M, m

      Em

       "       "         "

      N, n

      En

       "          "         "

      O, o

      O

       "          "         "

      P, p

      Pe

       "          "         "

      Q, q

      Qu

      come in Italiano 

       (è sempre seguita  

       dalla lettera "u")

      R, r

      Er

       "          "         "

      S, s

      Es

      "s" sorda 

       come in "suono"

      T, t

      Te

      come in Italiano

      U, u

      U

       "          "         "

      V, v

      Ve

       "          "         "

      W, w

      Doppli U

      "u" semiconsonante 

       come in "west"

      X, x

      ex

      come in "extra"

      Y, y

      Ye

      "i" semiconsonante 

       come in "yes"

      Z, z

      Ze

      "s" sonora 

       come in "rosa"

      Alcuni suoni vengono in Esperant rappresentati da digrammi e cioè:

      ch    per la "c" dolce di "cena":

      lh    per la "gl" di "aglio";

      nh    per la "gn" di "ragno";

      sh    per la "s" dolce di "scelta";

      zh    per la "g" dolce sonora come nel francese "jardin";

      ts    per la "z" sonora di "zar";

      dz    per la "sorda" di "zolla".

       

      I SOSTANTIVI 

       Di regola tutti i sostantivi vengono considerati neutri e quindi terminanti in "e" ad eccezione di quelli che si riferiscono ad esseri viventi maschili e femminili. 

       Nell'Esperant, dunque, se un nome è neutro termina in "e", se è femminile in "a" , se è maschile in "o". 

       Molti sostantivi presi a prestito da altre lingue vive, diffusi e riconoscibili a livello internazionale, terminano con consonante o con vocale diversa dalle "e" senza che necessariamente "a" e "o"  indichino il sesso degli esseri viventi. 

       Ecco che in Esperant i sostantivi possono terminare sia per vocale che per consonante. 

       Qualche problema lo può creare la lettera "i" che viene usata per gli aggettivi.

      L'ACCUSATIVO 

       Nell'accusativo verrà aggiunta al nome "en" o "n" a seconda che il sostantivo termini con una consonante o con una vocale.

      IL PLURALE  

       il plurale si forma in modo analogo, aggiungendo una "es" o "s" a seconda che il sostantivo a cui si riferisce termini per consonante o per vocale.

       

      L'ARTICOLO DETERMINATIVO 

       L'articolo determinativo di base è "le", (troncato in "  l'  " davanti a nomi che iniziano per vocale) che non  necessita concordanza né per genere e né per numero.  

       Per una maggiore eufonia sono previste anche le forme "la" e "lo" rispettivamente per i sostantivi femminile e maschili. 

       Oltre a ciò viene data anche la possibilità di concordare, oltre che per genere, anche per numero, servendosi delle forme "les" ,  "las", "los".

       

      Benché l'articolo "le" sia sempre corretto, in Esperant abbiamo a disposizione i seguenti articoli determinativi:

        

      singolare

      plurale

      femminile

      la

      las

      maschile

      lo

      los

      neutro

      le

      les

       

       

      L'ARTICOLO INDETERMINATIVO 

       L'articolo indeterminativo di base è "un"identico al numerale "un" = 1. In modo simile all'articolo determinativo sono previste le varianti "una" per i sostantivi femminili e/o terminanti in "a"  e "uno" per i sostantivi maschili e/o terminanti in "o".

       

      L'AGGETTIVO 

       Gli aggettivi possono terminare con "i" , oppure per consonante se dal contesto è evidente che abbiamo a che fare con un' aggettivo. 

       In caso di dubbio, si usa la desinenza "i".

       

      GLI AGGETTIVI POSSESSIVI

      Alternativa 1

      Alternativa 2

      mei / mi 

      mie

      Tei/ Ti

      Tue

      ellei / li

      sue

      nesi / nis

      nostre

      vesi / vis

      vostre 

      elleis / lis 

      lore

       

      I GRADI DELL'AGGETTIVO

      Comparativo di uguaglianza

      tanto + agg. + komo 

       oppure 

       tam + agg. + kam 

       oppure 

       tiel + agg. + kiel 

      Comparativo di maggioranza

      plus + agg. + de 

       plu + agg. + de

      Comparativo di minoranza

      minus + agg. + de 

       oppure 

       min + agg. + de

      Superlativo di maggioranza

      le plus + agg. + de 

       le maxim + agg. + de

      Superlativo di minoranza

      le minus + agg. + de 

       oppure 

       le minim + agg. + de 

      Superlativo  assoluto 

      agg + issimi

       

      I PRONOMI

       

      I pronomi personali soggetto 

       Le forme base sono: me , Te, elle, nes, ves, elles. 

       Poiché in questa lingua la desinenza "e" individua, in generale i sostantivi neutri, i pronomi personali termineranno in "e" per la 1^, 2^ e 3^ persona singolare mentre termineranno in "es" per la 1^, la 2^ e la 3^ persona plurale.  

       Viene anche data la possibilità di sottolineare il sesso del soggetto della frase sostituendo la "e" con una "a" per le donne e una "o" per gli uomini. 

       Per quanto riguarda la terza persona, se ci si riferisce ad oggetti inanimati o il soggetto è impersonale, si userà "el" e per il plurale "els". 

       Per le persone di sesso maschile si userà "ello" e "ellos", per le persone di sesso femminile si userà invece "ella" ed "ellas"

       

        

      Neutro

      Maschile

      femminile

      1^ persona singolare

      me

      mo

      ma

      2^ persona singolare

      Te

      To

      Ta

      3^ persona singolare

      elle

      ello

      ella

      1^ persona plurale

      nes

      nos 

      nas 

      2^ persona plurale 

      ves 

      vos 

      vas 

      3^ persona plurale 

       elles  

       ellos  

       ellas 

      forma impersonale

      on

      -

      -

       

      I pronomi personali oggetto 

       Queste forme si ottengono a partire dai pronomi personali soggetto aggiungendovi "n" alla 1^, 2^ e 3^ persona singolare e "en" alla 1^, alla 2^ e alla 3^ persona plurale. Avremo quindi:

        

      Neutro

      Maschile

      Femminile

      1^ persona singolare

      men 

      mon 

      man 

      2^ persona singolare

      Ten

      Ton

      Tan

      3^ persona singolare

      ellen 

      ellon 

      ellan 

      1^ persona plurale

      nesen

      nosen

      nasen

      2^ persona plurale

      vesen

      vosen

      vasen

      3^ persona plurale

       ellesen 

       ellosen

       ellasen 

      forma impersonale

      onen

      -

      -

       

       

      Un approfondimento merita la seconda persona singolare ovvero  ( "Te" ) che traduce anche la forma di cortesia. A tal riguardo vien spontaneo chiedersi perché non utilizzare, come forma di cortesi, la seconda persona plurale (il Voi) finendo, magari, come gli inglesi che hanno addirittura sostituito la seconda persona singolare ( "Thou" ) con la seconda la seconda persona plurale ("You") a tal punto che "Thou" è usato solo nell'inglese antico ( quello dei tempi di Skakespear, per intenderci ).

      Beh...in molte lingue esiste la forma di cortesia che di regola va usata quando si vuole essere formali, con coloro con cui non si è molto in confidenza ma anche con chi è più anziano di noi come segno di reverenza.  

       Quest'uso però ha il suo rovescio della medaglia in quanto si sottolinea, di fatto, che l'interlocutore non è più giovane.

      Perché dunque non dimostrare il proprio rispetto rivolgendosi con un semplice "Signor Rossi" e "Signora Bianchi".

      Nella nostra società, poi si fa di tutto per sentirsi eternamente giovani, a volte con risvolti un po' ridicoli se non patetici. Ecco dunque che in questa nuova lingua se da una parte ci si può dare del "Te" (scritto sempre con la T maiuscola in segno di rispetto ) con chiunque, dall'altra si stabilisce un momento preciso in cui far iniziare l'età adulta ( dal punto di vista linguistico) abbandonando appellativi quali ragazza e ragazzo con la maggiore età (18 anni nella maggior parte dei casi). 

      I pronomi possessivi

      Alternativa 1

      Alternativa 2

      le mei

      le mie 

      le Tei 

      le Tue 

      le ellei 

      le sue

      le nesi

      le nostre

      le vesi

      le vostre 

      le elleis 

      le lore

       

       

      I pronomi dimostrativi 

       Due sono i pronomi dimostrativi di base che non necessito di essere concordati per genere ma solo per numero: 

       iste ( questo/a ) e ille (quello/a). Poiché il plurale si forma aggiungendo "s", avremo perciò anche istes (questi/e) e illes (quei / quelle).

      Anche come per l'articolo determinati e indeterminativo viene data la possibilità di concordare anche per genere ottenendo quindi:

        

      singolare

      plurale

      Neutro

      iste 

      istes

      Femminile

      ista = questa

      istas =queste

      Maschile

      isto = questo

      istos = questi

       

       

      singolare

      plurale

      Neutro

      ille 

      illes  

      Femminile 

      illa = quella

      illas = quelle

      Maschile

      illo = quello 

      illos = quei 

       

      GLI AGGETTIVI NUMERALI 

      Gli aggettivi numerali cardinali

      0

      zero

      1

      un

      2

      due

      3

      tre

      4

      quatre

      chinque

      sixe

      septe

      8

      okte

      9

      nove

      10

      deche

      11

      dech-un

      12

      dech-due

      13

      dech-tre

      14

      dech-quatre

      15 

      dech-chinque / dechinque

      16 

      dech-sixe / dechixe

      17 

      dech-septe / dechepte

      18

      dech-okte

      19

      dech-nove / dechove

      20

      vinte

      21 

      vint-un

      22 

      vint-due / vindue

      23 

      vint-tre

      24 

      vint-quatre

      25 

      vint-chinque

      26 

      vint-sixe / vintixe

      27 

      vint-septe / vintepte

      28 

      vint-okte

      29 

      vint-nove

      30 

      trente

      40 

      quarante

      50 

      chinquante

      60 

      sixante

      70 

      septante

      80 

      oktante

      90 

      novante

      100 

      chente

      200 

      due chentes

      300 

      tre chentes

      1.000 

      mille

      2.000 

      due milles

      10.000 

      dech-milles

      100.000 

      chent-milles

      1.000.000 

      un millione / millione

      10.000.000 

      dech milliones

      100.000.000 

      chent milliones

      1.000.000.000 

      un miliardes

      10.000.000.000 

      dech miliardes

      100.000.000.000 

      chent miliardes

      1.000.000.000.000 

      mill miliardes

      Altri esempi di numeri cardinali: 

       7.342 septee milles tre chentes quarante-due 

       10.887.54.321: deche milliardes okte chentes oktanta-septe milliones septe chentes chinquante-quatre milles tre chentos vint-un 

      Gli aggettivi numerali ordinali 

       I corrispondenti aggetti numerali si ottengono aggiungendo il suffisso "zimi". 

       I primi tre numeri però hanno anche la forma irregolare, per cui avremo:

      ordinali

      cardinali

      1

      unezimi oppure primi

      2

      duezimi oppure sekundi

      3

      trezimi oppure tertsi

       

      Usando i numeri arabi, i numerali si trascrivono come segue: 

       1i 

       2i 

       3i 

       4i 

       5i  ecc...

      GLI AVVERBI 

       Gli avverbi principali sono voci fisse, non hanno delle desinenze che le contraddistinguono e sono presi a prestito dall'Interlingua, come gran parte del vocabolario dell'Esperant. 

       Avremo quindi: 

       nunk = ora; 

       minus = meno; 

       plus = più; 

       hik = qui; 

       ibi = lì; 

       aliquanto o (alikuanto) = alquanto; 

       semper = sempre; 

       ecc..

      Per ottenere un avverbio da un aggettivo sono previsti due modi: 

       - nel primo ci si serve delle desinenze "emente" ; 

       - nel secondo caso si aggiunge alla radice il suffisso "li".

      ES.

       

      da "evident" avremo "evidentemente" ed "evidentli";

      da "klar" avremo "klaremente" e "klarli";

      da "fotografik" avremo "fotografikemente" e "fotografikli"

      da "vorach" avremo "vorachli" e "vorachemente".

       

      I VERBI 

       In Esperant, ci sono due modi per costruire i vari tempi verbali: il primo si rifà all'Esperanto e all'IDO, il secondo invece prende spunto dall'Interlingua.

       

      I modo

       

      Infinito

      Indicativo

      Participio 

        attivo

      Participio 

       passivo

      presente

      tema + "ar"

      tema + "as"

      tema + "ant"

      tema + "at"

      passato

      tema + "ir"

      tema + "is"

      tema + "int"

      tema + "it"

      futuro

      tema + "or"

      tema + "os"

      tema + "ont"

      tema + " ot"

       

      Imperativo = tema + "a"

       

      Presente progressiva = essas + skribant;

      Passato progressivo = essis + skribant;

      Futuro progressivo = essos + skribant;

       

      Condizionale = tema + "us"

       

       

       

      II modo

      Infinito = tema + "ar";

       

      Imperativo = tema + "a";

      Imperativo negativo  

       1°modo = non + tema+”a” (se ci si rivolge a una o più persone specifiche)  

       2°modo = non + tema +”ar” (se non ci si rivolge a una o più persone in particolare)

       

      Participio presente [attivo] = tema + "ant";

      Participio passato [passivo] = tema + "it";